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spettacoli di Emma Dante non fanno di certo calare le palpebre
sugli occhi. Perché rispondono al diritto elementare dello spettatore
di non essere afferrato dal sonno? Perché sa perfettamente che
il teatro è corpo e che l'uomo va preso in considerazione nella
sua interezza. Perché attribuisce ai personaggi -- simili agli
uomini -- natura e cultura duale, riconosce all'anima la possibilità
di rivelarsi attraverso il corpo, considera il dato sensibile
e il dato cognitivo inscindibili, punta sulla rappresentazione
del visibile e dell'invisibile, ha un comportamento poetico
rispetto a ciò che racconta e utilizza tutto quello che le serve
per comunicare. Tutto questo contiene in sé un potenziale che
può tradursi in forme teatrali vive, funzionali alla comunicazione
chiara e alla comunicazione oscura. Tutto questo significa che
il teatro è totale: fa riferimento all'uomo nella sua totalità
e utilizza tutti gli strumenti linguistici della comunicazione.
Ma oltre alle conoscenze e alle abilità pratiche c'è un altro
merito che va riconosciuto a Emma Dante, quello di fare spettacoli
sotto la spinta della necessità artistica, sotto l'impulso della
urgenza, senza lasciarsi prendere dalla fretta di produrre uno
spettacolo dietro l'altro per rispondere alle esigenze di mercato
e della Compagnia. In un sistema teatrale dove sono presenti
variegate forme di teatro, benvengano gli spettacoli di Emma
Dante che , come Ulisse, ci tiene svegli e suscita in noi stupori,
attesa e meraviglia.
Sud
Costa Occidentale - mPalermu
con Gaetano Bruno e Sabino Civilleri e Tania Garribba e Manuela
Lo Sicco e Piersilia Lombardo
drammaturgia e regia di Emma Dante
produzione: Sud Costa Occidentale
spettacolo vincitore del Premio Scenario 2001 e del Premio
Opera Prima UBU 2002
Teatro Palladium, maggio 2005, Roma
mPalermu non è una storia. È metafora.
Palermo come cuore del mondo. Non ci sono ragionamenti. Non
ci sono battute logico-consequenziali. C'è piuttosto la rappresentazione
di cerimonie e di riti compiuti da una famiglia che vuole
uscire, superare la soglia, senza tuttavia riuscirci. Dietro
a tanto movimento appare evidente la stasi. E quando il movimento
somiglia alla stasi siamo in un labirinto, tutti insieme,
la famiglia morente e noi che la guardiamo. Forse il migliore
spettacolo della trilogia. Con attori che incantano, che --
finalmente! -- recitano con tutto il corpo.
Sud
Costa Occidentale - Carnezzeria
regia e drammaturgia di Emma Dante con Manuela Lo Sicco, Gaetano
Bruno, Sabino Civilleri, Enzo De Michele
scenografia di Fabrizio Lupo luci di Luigi Ascione
Teatro Palladium, maggio 2005, Roma
Anche in Carnezzeria è la famiglia
al centro della vicenda: quattro fratelli, tre maschi e una
femmina, che ha avuto rapporti sessuali con loro. La sua pancia
è un gonfiore ingombrante. Va sottratto alla vista. Va eliminato.
In un clima di festa da matrimonio l'abito bianco è segnato
a lutto dalla pancia, la verità è tragedia, il peccato è cancellato,
la vergogna è lavata, la bellezza è morta. E la carne è carne
di macelleria. Appesa al gancio.
Sud
Costa Occidentale - Mishelle di Sant'Oliva
drammaturgia, regia, scenografia e costumi di Emma Dante
con Giorgio Li Bassi e Francesco Guida
Luci di Irene Maccagnani
Teatro Palladium, maggio 2005, Roma
Se è vero che lo spirito dell'opera
risiede nella sua complessità, Mishelle di Sant'Oliva
è la proposta più complicata che complessa della trilogia,
caratterizzata dal tema dell'attesa e del ricordo, da un gioco
al massacro tra padre e figlio certamente non originale, animata
da un paio di esibizioni di danza non strettamente funzionali
alla necessità espressive, soprattutto quella del vecchio,
che si rifiuta di guardare in faccia il figlio e sogna il
ritorno della bella ballerina francese che lo ha abbandonato.
Il figlio come ogni sera si traveste, si trucca per dare sfogo
alla sua gioia cupa, lanciando sedere e gambe di marmo nell'aria.
Bacia castamente il padre e torna a passeggiare in Sant'Oliva,
la piazza delle puttane. La scrittura scenica delle tre opere
si avvale di variegati codici espressivi e gli interpreti
sono tutti di alto livello artistico e professionale, tutti
da lodare. Chissà che Emma Dante -- data la sua sensibilità
espressiva - arrivi nel prossimo futuro a usare le luci non
per illuninare le forme, ma come forme di luce della scrittura
scenica! (Alfio Petrini) |