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WERTHER GERMONDARI

Amnesia Vivace #9
 

Nel numero precedente [riferimento ad Amnesia Vivace rivista on line #8, ndr] ]l’annuncio di questa nuova rubrica è stato accompagnato dalla pubblicazione di Internal conflict di Werther Germondari, ed è proprio da quest’opera e da questo artista che voglio cominciare.
L’azione/performance è stata realizzata per essere proiettata in un monitor, in loop. Inquadratura fissa: retro di un castello di gomma, con sei guglie, mosso al suo interno, che richiama alla memoria il famoso castello di Elsinore. L’idea sta nell’immagine, colta occasionalmente nel suo farsi e offerta senza alcun intervento sonoro. Nessuno sviluppo narrativo. Nessun tentativo di dire l’indicibile o di rendere visibile l’invisibile. Il movimento è circolare: va dal castello di pietra al castello di gomma, dal grande al piccolo, dall’immobile al mobile, dall’esercizio del potere al gioco, dall’adulto al bambino, dal clamore al silenzio, dalle spade insanguinate al rosso scenografico, dalla morte alla vita, e via di seguito. Implica un infinito possibile di significati diretti e di rimbalzo.

Nella installazione La polvere dietro di voi non è questa una camera finta riprende la polvere che danza in un fascio di luce, ma in realtà la polvere che si vede sullo schermo è generata da un videoregistratore. Anche qui, il significato diretto, legato ad un minimalismo estremo che produce stupore ipnotico, rinvia ad altri significati. Le scintille di polvere portano con sé il senso della vita e della morte. Il loro movimento somiglia alla stasi. Il movimento e la stasi che coincidono conducono in pieno viaggio labirintico.

Infine Olimpic games 2003: pista di atletica leggera, gradinate vuote, un uomo giovane spinge una carriola, con gli attrezzi del mestiere. Rumore di pubblico festante, qualche fischio. In direzione opposta, in campo lungo passa una coppia spingendo una carrozzella per bambini. Ancora applausi, che crescono quando in primo piano passa un’altra coppia con un’altra carrozzella. Bandiera olimpica sventolante. Dettaglio dell’organo sessuale maschile scolpito nella pietra. Che il destino degli uomini moderni sia quello di lavorare, fare figli e nulla più?

Germondari mi piace perché non spiega nulla, lascia immaginare molto ed ha il grande pregio della sintesi. Lancia l’immagine e si nasconde sornione per vedere qual è la reazione dell’osservatore. Un postfuturista? Un poeta.
(Alfio Petrini)