| | Le
creazioni artistiche in aree intermediali e sinestetiche -
lanciate nel mercato della produzione artistica dal Centro
Nazionale di Drammaturgia Teatro Totale (Vetrina internazionale
"Arte in transito",1996/2001, Comune di Roma) - raccolgono
attenzione e considerazione crescente da parte di operatori,
artisti, enti pubblici e privati. Una conferma viene anche
da due recenti rassegne : "FestArte", diretta da Lorena
Benatti, e "Sensoralia", ideata da Brancaleone
e dalla Fondazione Romaeuropa. Pubblico numeroso e
giovanile. In programma variegati appuntamenti. A
"FestArte", nel locale "Punto it", ho visto "Skin
& Shir": un evento sull'intreccio tra moda e grafica,
presentato in collaborazione con la rivista "Next Exit".
Curatori: Daniele Bonomo per gli interventi d'arte e di grafica;
Mariangela Antonazzo e Daniela Lucchetti per i fashion designer.
Giovani disegnatori compiono interventi sulle creazioni di
quattro stilisti emergenti e sono poi messe in mostra come
"pezzi unici". Alcuni spettatori stanno al gioco. Lasciano
un segno sull'abito di altre persone, oppure - scelto un indumento
- richiedono il tocco creativo del disegnatore. In contemporanea
gli artisti di Inguine Mah!gazine - Gianluca Costantini,
Davide Vecchiato e Fupete - realizzano fantastiche raffigurazioni
dal vivo su una serie di magliette bianche. Bravissimi. La
performance conclusiva di body-painter è debole e inconcludente
Un Bacco esangue e riccioluto offre sangue/vino agli spettatori,
selezionati da una rude e provocante fanciulla dipinta di
rosso. L'intermedialità, punto cruciale di ogni progetto sulle
miscele linguistiche, rimane estranea alla proposta artistica..
"Sensoralia" si presenta come un focus sulla musica
elettronica intrecciata con le nuove arti visive. Ha luogo
da gennaio a marzo 2005 al Teatro Palladium Università Roma
Tre e fa subito centro. Presenta due artisti di straordinarie
abilità. Due poeti: Bob Ostertag (regista) e Pierre Hèbert
(compositore). Hèbert, esperto di computer-animation in diretta,
disegna su carta o su altri supporti, manipola filmati foto
e oggetti al fine di produrre immagini originali. Ostertag
manovra oggetti in funzione del plot performativo e della
produzione di suoni: li raccoglie, li trasforma e li mette
in rapporto alle immagini con il supporto di un software di
sua invenzione. Relazioni multiple. Tabulari. Di fondamentale
importanza. Il progetto si chiama "Between science and
garbage" ("Tra scienza e spazzatura""). Accosta
il cibo alla scienza. Una volta consumati, finiscono entrambi
in spazzatura. Richiamo alle nuove tecnologie, ma con un doveroso
atteggiamento critico. E nell'ambito del progetto, due sessions
intermediali separate e distinte. Perfette. Indimenticabili.
"The portrait of Buddha" trae ispirazione dai luoghi:
in questo caso da Campo di Fiori. Brucia Giordano Bruno. Brucia
la terra. Brucia il cielo. Il cielo non ha più la terra e
la terra non ha più il cielo. Grida. Trascinamenti. Sussulti.
Stridori di morte. Ansimi d'amore dove s'addensa la paura,
il dolore, la sofferenza. Alla fine la figura umana di Giordano
diventa una macchia di sangue. Il mondo? Un camion passa e
raccoglie la spazzatura. Ci si domanda quando scoppierà la
pace. In "Endangered species" scoppia invece la guerra.
Dopo il riferimento visivo alle torri gemelle e al Presidente
della "guerra preventiva", la navigazione abbandona le terre
delle tentazioni mimetiche. Procede cotica e libera. La ri-creazione
della realtà è determinata da un atteggiamento barbarico e
da forte comportamento poetico. La suoneria di una sveglia
segna l'ora della tragedia, ma la tragedia che segue è ancora
più grande della prima. L'omino spara contro giganteschi mostri
tecnologici e lo scontro si fa cruento, bestiale. Il campo
di battaglia è un piccolo ring dove ringhiano animali-giocattolo.
Macellazione. Desolazione del vano combattimento. Sulla trasformazioni
continue, mai descrittive, in ritmo crescente, l'interazione
oggetto/suono/immagine produce l'agognato valore aggiunto
poetico. E mentre esplodono i fuochi d'artificio della festa/carneficina,
il mucchio di crisantemi diventa sempre più grande.
Quando
i sacerdoti della multimedialità nazionale scopriranno
la pratica intermediale non è dato saperlo. |