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Habillé
d'eau - Meditazioni
Atto performativo di Silvia Rampelli, Alessandra Cristiani,
Andreana Notaro
Luce di Gianni Staropoli
Enzimi Festival, Acquario romano, settembre 2004, Roma
TCP
Tanti Cosi Progetti - Buio luce buio
assolo danzato di Francesca Proia
liberamente ispirato al romanzo Valeria e la settimana delle
meraviglie
di Vitezslav Nezval
Enzimi Festival, Acquario romano, settembre 2004, Roma
Cosmin
Manolescu - Serial Paradise
spettacolo di teatrodanza
Ideazione e regia di
Coreografia e performance di Mercea Ghinea, Eduard Gabia,
Cosmin Manolescu
Film d'animazione di Matei E. Branea
Musiche di P Nal, Gotan Project, Gaetano Veloso, Victor Gore
Enzimi Festival, Teatro Ambra Jovinelli, settembre 2004, Roma
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| | Meditazioni
- Nel buio si vedono le scintille di un saldatore, all'inizio.
A significare, forse, il vuoto di una passione, auspicata
o finita. Forse una lacerazione patita e ancora dolorosamente
viva. Oppure la verità della creazione artistica, che
non sta nella luce e nella metafisica della luce o nell'utopia
astratta o nel racconto di una storia compiuta, ma piuttosto
nel frammento e nei piccoli bagliori che appaiono e scompaiono
nell'ombra. E dopo quelle scintille, si assiste all'avvento
di un corpo mezzo nudo. Tenta di conquistare la posizione
eretta, compiendo balzi e giravolte improvvise. Attorno a
questa presenza palpitante e ansimante, si aggirano due figure
di donna. Una si muove in linea orizzontale con passo incerto,
pattinando. L'altra procede in verticale, con una sola scarpa,
in precario equilibrio.
La
breve nota di presentazione avverte che Meditazioni e un "precoce
avvio di un processo che avrà sviluppo nella stagione
2005". Il team artistico e tecnico è di sicuro
valore. Mostra da qualche tempo interesse per la danza Butoh.
Non resta che attendere il risultato finale, cioè lo
spettacolo. La performance non è una creazione artistica
progettata nei minimi dettagli, mai provata, che ha il carattere
dell'evento unico e irripetibile?
Buio
luce buio - Valeria, vergine diciassettenne che abita
con la nonna, figlia presunta di una monaca e di un vescovo,
dopo la prima comparsa di sangue mestruale, vive una settimana
densa di sogni che hanno per oggetto i cambiamenti del suo
corpo, le sue pulsioni e quelle delle persone che ha accanto.
Dopo aver preso atto della suggestione letteraria e della
fabula, leggo che "l'assolo danzato" è nato
"dall'inconscio" dell'interprete, dai suoi "desideri
e ossessioni", e che può essere considerato "un
processo di purificazione". Il risultato teatrale è
uno sfogo fondato sul rapporto funesto tra psicologia e danza.
Serial
Paradise - Le attese legate alla Compagnia DCM, diretta
da Cosmin Manolescu, sono andate deluse. Presentato come artista
d'avanguardia della danza rumena, Manulescu sente il bisogno
di comunicare qualcosa. Non è irrilevante in un panorama
dove prevalgono le Compagnie che praticano la danza per la
danza, la quale porta con sé, come si sa, un mortale
corredo di formalismi.
Tre le tematiche fondamentali:
l'oscillazione tra omologazione e smania di apparire dell'individuo,
l'alienazione e l'incerta identità sessuale, la demagogia
e la retorica legate all'entrata della Romania nella Comunità
Europea. Si tratta - com'è evidente - di concetti,
che costituiscono oggettivamente la premessa meno favorevole
perché un'opera d'arte possa essere attraversata da
forme di vita, determinando così il formarsi di una
scrittura scenica fondata sulla ragione - che non basta, come
ho scritto più di una volta - e sulle tecniche di astrazione
o di descrizione, a volte, - che sono parimenti insufficienti.
Con alcune aggravanti nel caso specifico. L'intreccio tra
danza e nuove arti visive non è apparso funzionale
né alla comunicazione chiara né alla comunicazione
oscura, ma superficialmente ossequioso alle nuove divinità.
Lo spettacolo nel suo complesso
non è quello che vorrebbe essere, perché fallisce
sui versanti dell'intertestualità, dell'intermedialità
e della polidimensionalità, risultando deprivato di
uno degli aspetti fondanti della creazione artistica, quello
sensibile e significativo, da cui dovrebbe dipendere buona
parte della sua forza di fascinazione. Ebbene, con gli strumenti
rudimentali usati, durante Serial Paradise a nessuno è
capitato di andare in Paradiso. E l'ironia, se è vero
che spesso ci salva dalla vita, questa volta non ci ha salvato
dal teatro, ovvero dalla fissità di un segno coreografico
algido, vittima della ragione e della tecnica. Siamo molto
lontani dal nostos della danza barbarica, al quale ritengo
che si possa affidare il rinnovamento dello spettacolo dal
vivo e in particolare del teatrodanza. (Alfio Petrini)
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