| | "Dinamismo
di un cane al guinzaglio"- operina in due atti di Alessandro
Petrolati, Gian Luca Proietti, Simone Magnani e Erika Rombaldoni,
presentato a conclusione del Festival Premio Cinema Indipendente,
diretto da Patrizia Sileoni - non è uno spettacolo futurista.
Prende in esame lacerti iconografici per approdare a forme autonome
ri-create. Essendo d'ispirazione futurista, si mostra legato
a memorie personali e assume il carattere di sogno futurista.
Quel che accade. Prima parte:
Prologo, Rup futurista, Rose aux, Cavalli+acciaio, Merde aux,
Aeroduello, Pseudo concerto d'automi, Omaggio a Russolo, Sfida
alle stelle; seconda parte: Ripresa, Funerale, Il pigro, Strani
insetti, Guerra. Dove accade. Un palcoscenico disseminato
d'oggetti, tra cui alcuni bellissimi pupazzi e una serie d'imbuti
neri. La miscela linguistica. Il corpo sonoro è costituito
da materiali eterogenei; musica concreta, ovvero frammenti
sonori futuristi (come Il funerale e Il pigro di Balla o gli
Intonarumori di Russolo) nella prima parte e musica di sintesi
nella seconda parte. Il corpo visivo vuole essere la "memoria
retinica dei futuristi stessi, quello che hanno visto o che
hanno sognato di vedere" e si concretizza in un video
" ingenuamente" privo di trama o di soggetto. Più
interessante la miscela d'immagini della seconda parte che
della prima. Perfetta la sequenza dell'occhio in dettaglio,
non solo dal punto di vista della forma e della comunicazione,
ma anche e soprattutto dell'interazione con il corpo sonoro.
Tutto si gioca sulla interazione dei codici espressivi e sulla
produzione di valore aggiunto, quando si lavora sulle miscele
linguistiche eterogenee, e da questo punto di vista occorreva,
qua e là, un maggiore rigore combinatorio. Sulla coreografia
si può dire che sarebbe stato meglio pensarla come
spazialità dei corpi, sostanziata da linguaggi a matrice
fisica simili alla danza. Voglio dire che il sogno futurista
necessitava di una danza che non fosse più danza, più
vicina alle forme di teatro totale, evitando aure di stilemi
della tradizione accademica derivanti dalla formazione originaria
dei ballerini. Simone Magnani punta sui temi problematici
del dinamismo e della velocità, sui quali tornerò,
proponendo coreografie di tipo meccanicistico, non sempre
correlate al contesto sonoro-visuale e spesso deprivate della
necessaria ironia.
Nel complesso lo spettacolo
si presenta in modo piacevole e intelligente, ricevendo l'apprezzamento
del pubblico che ha compreso appieno come gli autori non avessero
voluto raccontare il futurismo, doppiandolo, ma giocare sulla
strada dei significati di rimbalzo, ri-creandolo e ponendolo
lontano da valenze filologiche o didattiche. E' il miglior
omaggio che si potesse fare. Contiene il riconoscimento di
un debito culturale, quello che per lunghi decenni è
stato tenuto sotto silenzio dal potere politico e culturale
a causa della deprecabile adesione dei futuristi al fascismo.
Nella recente rivalutazione si è compreso che quel
patrimonio d'idee appartiene alla polis e non può essere
ignorato. Bontempelli ha detto che nessun novecentista avrebbe
potuto dire "le parole che aprono il nuovo secolo, se
non fosse passato attraverso le persuasioni e le passioni
del futurismo". La manomissione del personaggio per evitare
descrizioni psicologiche o realistiche; il riconoscimento
degli impulsi irrazionali all'interno della comunicazione;
la negazione del sentimentalismo; la disillusione per il verosimile
e l'imitativo; la pratica drammaturgica del frammento; l'esaltazione
dei principi della simultaneità, dell'eterogeneità,
dell'alogicità, della sintesi, della flessibilità
e dell'indeterminatezza sono valori validi ancora oggi.
"Dinamismo di un cane al
guinzaglio" punta molto su velocità, dinamismo
e movimento, che sono, però, i punti deboli, e di minore
attualità, della proposta futurista. Quando il movimento
inneggiava alla macchina e alla velocità, prometteva
un nuovo mondo e un inarrestabile benessere fondati sullo
sviluppo tecnologico, ma oggi sappiamo con certezza che lo
sviluppo non sempre coincide con un reale progresso. L'attività
immaginativa, quella erotica o del gustare un cibo non possono
essere svolte sulla base di dettami tecno-scientifici. Le
tecnologie vecchie e nuove possono servire solo come supporto
all'attività umane, e questo vale anche per la creazione
artistica impegnata nell'azione di rinnovamento dei linguaggi,
implicando una funzione rigorosamente espressiva. (Alfio Petrini)
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