CND - Teatro totale
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BALDUS - IL FIRMAMENTO
Compagnia delle Albe
BALDUS
testo e regia di Marco Martinelli
Progetto Ariosto/Cantiere Orlando.

Compagnia Quellicherestano
IL FIRMAMENTO
testo di Antonio Moscato
regia di Werner Waas.

  Del progetto " Ariosto/Cantiere Orlando" - oltre a "L'isola di Alcina", recensito nel precedente numero della rivista - fa parte lo spettacolo "Baldus", riscrittura per lampi da Teofilo Folengo di Marco Martinelli, presentato dal 27 febbraio al 3 marzo, nel sotterraneo del Teatro Valle. Il terzo spettacolo "Orlando innamorato" di Ludovico Ariosto è previsto per il giugno 2002.

Mentre "L'isola di Alcina" è un rituale concepito per un palcoscenico all'italiana, "Baldus" è uno sberleffo anarchico-individualista che ha bisogno di un "covo dai muri scrostati per poche decine di spettatori". E se nell'Isola di Alcina la forma è rigorosa e sfavillante come il muro d'oro che poi scolora nell'ombra e inghiotte nel buio l'icona, nel "Baldus" piega verso soluzioni slabbrate e deformate. L'eccitazione del corpo dei briganti conduce verso lo straripamento della frenesia dionisiaca, la dissoluzione del tumulto, la dissipazione della rivolta, con risultati apprezzabili sul piano della comunicazione. Nella tavernaccia (con graffiti di Basquiat ), che ci ricorda la Taverna di Auerbach ( dove, si dice , Faust incontrò Mefistofele e da dove i due sfrecciarono nel cielo a cavallo di una botte di vino ), gli otto briganti raccontano le avventure di Baldus nel villaggio di Ciapaga ( citras Padum, oltre il Po ). Qui lingue, dialetti, turpiloqui, odori, sapori, suoni, oggetti e ogni altra cosa che serve per comunicare sfrigolano , si mescolano e si trasformano, mentre il vino e le salsicce fermentano nel ventre di quella banda di scapestrati.

Le premesse poste dalla drammaturgia e dalla scrittura scenica, curate dallo stesso Martinelli, appaiono interdipendenti e complementari ai fini di una comunicazione transitiva, trasgressiva ed ilare, che è piaciuta al pubblico sceso nel ventre di terra ammuffito, posto sotto al Teatro Valle."Baldus" è un testo tabulare. La lingua non è piana e lineare. Nasce al canto del gallo e implica, tra i continui richiami al teatro che parla del teatro, la simultaneità delle azioni fisiche, che portano con sé grida, evoluzioni di corpi nello spazio, fremiti di gioia e di disperazione. La fede alchemica del Folengo trova riscontro nell'alchimìa della miscela linguistica, che non solo diverte, ma produce la disincantata partecipazione degli spettatori all'evento. Due perplessità . Le luci indugiano a volte su "effetti"che sono incongrui rispetto alla scelta di fondo non evocativa, perciò superflui. E, soprattutto, è evidente che i giovani attori devono ancora allenarsi molto, e bene, per eliminare le tensioni fisiche che ostacolano i risultati conseguibili nell'ambito della spazialità dei corpi e, più in generale, della produzione delle "forme organiche". La gestualità non basta nello spettacolo in cui sono impegnati.


[*] "Il firmamento", testo di Antonio Moscato e regia di Werner Waas, viene presentato come una performance, ma è uno spettacolo di prosa con due attori che recitano: Carla Chiarelli e Fabrizio Parenti. Vuole essere una proposta innovativa , ma fa riferimento al teatro della tradizione immobile, sia dal punto di vista della scrittura drammaturgica che della scrittura scenica. Scene essenziali, con alcuni ornamenti: canne, televisore, stelle. Luci stroboscopiche: un cliché. Costumi: maschere che dicono il dicibile. E così i dialoghi. Sapienti, levigati, ma ci dicono tutto quello l'autore vuole farci sapere. E la poesia? E il mistero? Ci vuole ben altro che un velo enunciato di orrore per rinnovare la drammaturgia nazionale e progettare un'opera che duri nel tempo!( Roma, dal 15 al 18 marzo, Sala Quota Zero del Palazzo delle Esposizioni, "produzione "Quellicherestano", con Maratona di Milano/Teatri 90 )
(Alfio Petrini)