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SCUOLA D’ARTE TEATRO TOTALE
diretta da Alfio Petrini
drammaturgo, regista, critico teatrale, pedagogo, esperto
riconosciuto di teatro totale, autore del primo libro in Italia
su questo tema.
(>>>"Teatro
Totale", Titivillus Editrice, 2006 - Presentazione
di Giancarlo Sammartano, docente Università Roma
Tre, DAMS ).
- Perché il CND non utilizza il “metodo Stanislavskij”.
Il maestro russo non ha inventato alcun “metodo”
e ai contemporanei ha lasciato una sola grande eredità
(raccolta da Grotowski), quella delle azioni fisiche.
- Perché punta sulla qualità e sulla innovazione,
proponendo corsi per gruppi di 6 discenti al massimo e corsi
individualizzati, destinati ad un solo attore, regista o
danzatore.
- Perché prende in considerazione l’uomo
totale - l’uomo nella sua interezza, a dimensione
materiale e immateriale (Artaud) –
nel presupposto della dualità della natura
e della cultura umana e nella prospettiva d’intreccio
nella creazione artistica del dato cognitivo e percettivo,
razionale e sensibile.
- Perché utilizza una didattica che non separa ciò
che va concepito e praticato in modo unitario e organico
(Grotowski), avvalendosi di un maestro riconosciuto invece
che di una pletora d’insegnanti. Un esempio: se il
teatro è corpo, anche la parola è corpo: quindi
la voce, essendo parte integrante del corpo umano. Di conseguenza,
per lavorare sulla voce è necessario lavorare sul
corpo. Per fare questo non c’è bisogno di un
insegnante per il “lavoro sul corpo”, un altro
per la cosiddetta “impostazione della voce”
e un terzo per ambigue lezioni di “comportamento scenico”.
Basta un maestro che sappia mettere insieme ciò che
non va considerato in modo separato e distinto.
- Perché fonda l’azione formativa sull’autogestione
dei processi vitali - in alternativa alle presunte
“tecniche” - e sulla conseguente produzione
delle forme organiche (Brook) : vive, credibili, seducenti.
- Perché pratica una formazione tendente al superamento
dei generi e delle tecniche che producono moduli espressivi
ripetitivi, ovvero forme morte.
- Perché sceglie di formare uomini e non attori.
Cioè individui: uno diverso dall’altro. Personalità
capaci di essere credibili. Artisti abili nel generare fascino,
emozioni, divertimento.
- Perché dota gli individui di speciali conoscenze
e abilità, Li mette in forma (Barba). Sviluppa
la loro creatività. Li mette nelle condizioni di
contribuire alla messa in vita di uno spettacolo,
invece che alla messa in scena.
- Perché nella prospettiva del teatro totale
prepara figure professionali nuove, funzionali alle variegate
produzioni della spettacolo dal vivo e dello spettacolo
registrato della contemporaneità. Mentre le altre
scuole fanno formazione in direzione del teatro accademico,
descrittivo, mimetico, che è fondato sulla trasformazione
della parola scritta in parola parlata e che fornisce abilità
solo sul versante di quel determinato genere di spettacolo.
- Perché nella prospettiva del teatro totale
concepisce lo spettacolo dal vivo intrecciato con le nuove
arti visive e mette in preventivo le nuove tecnologie della
comunicazione in funzione di rigorose necessità artistiche
ed espressive, in ogni caso riconoscendo all’attore
una posizione di centralità nel processo di formalizzazione.
- Perché chiede un contributo di 3 euro per ogni
ora di formazione.
- Perché fornisce informazioni dettagliate sui contenuti,
metodiche e finalità del Corsi .
- Perché dà una risposta concreta all’ambiguità
dilagante delle scuole dirette da operatori teatrali disoccupati
che si fanno insegnanti, riciclandosi nel settore della
formazione.
- Perché articola la didattica in moduli trimestrali
integrati, che consentono all’istituzione di tenere
le iscrizioni aperte tutto l’anno e ai discenti di
scegliere i Corsi da frequentare, ma anche di lasciare la
Scuola dopo i primi mesi con danno economico limitato.
- Perché offre un sostegno all’ingresso nel
mondo del lavoro.
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