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SCUOLA D'ARTE TEATRO TOTALE
per
ATTORI, REGISTI E DANZATORI
Indirizzo CND: Passaggio
Lg. Odoardo Tabacchi 104, 000148 Roma.
Sito ed e-mail: www.teatrototale.it
- cnd@teatrototale.it.
Direttore: Alfio Petrini, drammaturgo, regista, critico
teatrale, pedagogo - cell. 328 57 39 209
Ufficio relazioni esterne: Dorìs Cortez, responsabile
ALCUNE PREMESSE
1. La formazione professionale corrente è funzionale
ad una sola forma di teatro, quella mimetica, che ha
la pretesa di doppiare la realtà invece di ri-crearla.
2. Il grande patrimonio dell'attore del Novecento è
fondamentalmente estraneo ai programmi didattici della maggior
parte delle scuole di teatro.
3. Le scuole di teatro esistenti fondano l'azione su
una didattica "per materie" e per "generi", mostrando di privilegiare
l'ambito dello spettacolo piuttosto che quello della cultura
teatrale. Propongono improbabili lezioni di "comportamento
scenico", di "movimento ritmico", di "tecniche di recitazione",
rivelando inconsapevoli ambiguità metodologiche, arretratezze
culturali e metodologiche.
4. Gli ottantamila iscritti agli Uffici di Collocamento
dello Spettacolo di Roma suscitano molti dubbi sulla qualità
che sta dietro a quella quantità.
CHE FARE
Le istituzioni pubbliche e private preposte alla formazione
dovrebbero contribuire a migliorare la qualità della
formazione e non accrescere la quantità dei diplomati-disoccupati,
attuando piani formativi fondati su consapevolezze teoriche
innovative e magistrali abilità pratiche, nel presupposto
che il discente possieda alcune facoltà che dipendono dal
dio che ha o non ha dentro di lui. In altre parole dovrebbero
tener presente alcune questioni di ordine teorico e pratico
dalle quali non si può prescindere.
1) Non esiste il teatro, ma tanti teatri per tanti
pubblici. Una corretta formazione dovrebbe risultare funzionale
alle variegate forme di teatro esistenti, in perfetta sintonia
con la teoria e la prassi del pluralismo fattuale e con le
esigenze derivanti da diverse modalità di produzione.
2) Il teatro è corpo, quindi anche la voce è corpo.
Se la voce è un fatto materico, parte integrante del corpo
umano, è evidente che per lavorare sulla voce, bisogna lavorare
sul corpo. Il che esclude che possano essere svolte lezioni
d'"impostazione della voce".
3) L'uomo totale (plurale e indivisibile) richiede
una formazione totale, praticata in modo integrale
e unitario.
4) Le tecniche di recitazione - ammesso che esistano
- presuppongono la dipendenza di un soggetto (l'attore) da
un altro soggetto (il regista), producono moduli espressivi
ripetitivi e clichés, sono legati al velo della superficie.
L'alternativa alle tecniche sono i processi vitali,
che producono le forme organiche. Le forme organiche
sono credibili e affascinanti.
5) I piani formativi devono collegare ricerca e sperimentazione
didattica attraverso un duro lavoro sulla soggettività, fuori
dalle pastoie psicologiche, puntando: a) sulle metodologie
e sui contenuti messi a punto da alcuni grandi ricercatori
e artisti del Novecento come Stanislawskji, Grotowski, Barba,
Decroux (tanto per citare alcuni nomi); b) sull'apprendimento
dell'autogestione dei processi vitali suffragata dal
lavoro sulle azioni fisiche, in alternativa alle tecniche,
anche al fine di salvaguardare le individualità, conservare
le differenze, evitare di omogeneizzare le nuove figure professionali
sulla linea dell'attore medio, nella consapevolezza che il
teatro italiano non ha bisogno di attori, ma di uomini; c)
sulla consapevolezza che il movimento della creazione artistica
va dalla cosa al come, dal fare al dire,
non viceversa.
LA PROPOSTA
Natura del progetto formativo: "La Scuola d'Arte
Teatro Totale" pratica una formazione innovativa perché
A) tiene conto dell'uomo a due dimensioni (materiale
e immateriale); B) non spezza e non separa ciò che
deve essere considerato in modo organico e unitario; C)
non è organizzata per materie e per generi; D) non
utilizza un insegnante per ogni materia d'insegnamento, ma
un maestro riconosciuto che lavora sulla soggettività dei
discenti in modo organico e unitario; E) presuppone
che il movimento della creazione artistica vada dal fare
al dire, dalla cosa al come, dal materiale
all'immateriale; F) sceglie di formare gli uomini
e non gli attori; G) non insegna tecniche di recitazione,
che producono moduli espressivi ripetitivi, ma accentra l'attenzione
sui processi vitali che producono le forme organiche;
H) non fa riferimento alla teoria e alla prassi della
messa in scena, ma della messa in vita; I) presuppone
continuità tra scrittura drammaturgica e scrittura
scenica, e riconosce l'importanza della scrittura di retroazione;
L) ritiene che l'opera teatrale sia intertestuale,
intermediale, polidimensionale e sinestetica
Maestro: Alfio Petrini (drammaturgo, regista, critico
teatrale, pedagogo, autore di saggi e libri; ultima opera
pubblicata "Teatro Totale", Titivillus Editrice
2006 (>>> vedi).
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