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La Regia teatrale (Claudio Beccaccini)

di Alfio Petrini, INScena giugno 2008, Rubrica In Libreria
 

Nella Sezione teatro della Piccola Biblioteca delle Arti, diretta da Giuseppe Manfridi,  l’Editore  Gremese ha pubblicato il libro La regia teatrale di Claudio Beccaccini. (Roma, 2008, 14,50 euro).  Si tratta di un manuale di lavoro per aspiranti registi, ricco d’informazioni, che riguardano la scelta del testo, il cast artistico, il team dei collaboratori, le prove e la “messa in scena”. Beccaccini richiama l’attenzione sulla regia come lavoro specialistico, che ha bisogno d’impegno e di studio, e alla quale sarebbe auspicabile non approdare attraverso il naturale passaggio da altre discipline o professioni. Tutto quello che figura nel libro è giusto e utile, ma risponde ad una visione monocentrica del fare teatro. L’autore considera la regia teatrale come trasposizione scenica di un testo e non fa minimamente cenno alla differenza sostanziale tra regia di un testo e scrittura scenica. Un esempio non banale: mentre nel primo caso la definizione dello spazio scenico avviene “verso i due terzi” delle prove, nel secondo caso avviene prima di cominciare le prove, essendo determinante ai fini della drammaturgia della scrittura scenica. Insomma, esistono tante drammaturgie e tante scritture sceniche per tanti modi di fare teatro. Il testo non può più essere considerato opera unica dello spettacolo dal vivo. Il drammaturgo è autore del testo, il regista – nei casi migliori assieme ad attori e collaboratori – è autore dello spettacolo.