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Prefazione di Zelda Stein (*)
Se conoscete Fab e Monika, un copione teatrale come questo
da loro ve l'aspettavate. Così inatteso: per questo
ve l'aspettavate. Conoscevo Fabrizio, poi ho conosciuto Monika:
due registi-autori-attori. Una duplice versatile genialità
molto europea. Ma con modalità operative molto NY style.
Io sono una commediografa nordamericana che si è formata
a Parigi (qualcuno mi ha chiamata l'Ultima degli Espatriati)
e capisco come per Nagy e Caleffi la Parigi di oggi stia a
Manhattan.
New York la folle, l'ispiratrice, la litigiosa, New York brutta,
New York bella, New York impossibile. New York laboratorio
delle contraddizioni umane. Unica tra tutte le città
americane, New York non è soltanto un agglomerate,
un luogo di vita per la popolazione. E' anche un'idea, come
dice bene Paul Auster.
Questo è il nodo della loro collaborazione e della
loro drammaturgia, in questo modo totale di rendere il mondo
dell'Esule Joyce, che scrisse proprio con "Esuli"
il suo solo testo per il teatro. Con il loro metatesto globale,
rappresentabile dovunque e comunque, nell' estensione e della
moltiplicazione degli spazi scenici, gli Autori fanno deflagrare
la rappresentazione con la stessa intenzione di Joyce nei
confronti del romanzo in "Ulisse". Scendendo nelle
strade, di Dublino, di New York, di New Babele e Babilonia,
il mito si deforma, si trasforma e si riforma.
Ma - e questo è il bello - il Teatro non perde immediatezza,
spontaneità. Non finisce, insomma, nella rete: il web
cattura lo spettatore, riportandolo alla fisicità unica,
specifica e irrinunciabile del fatto teatrale. Nello stesso
tempo, accessibile e misterioso. Un Mistero Buffo, per dirla
con il Premio Nobel Dario Fo.
Teatro Totale non è nuova tecnologia, ma nuovo linguaggio.
Quindi, nuova scrittura. Caleffi ha conosciuto Bob Wilson
e qui si sente.
Fenomeno di massa per un teatro di massa: se dietro ad un
altro Wilson, il Presidente Wilson, sfilarono sotto l'Arc
de Triomphe due milioni di persone nella cerimonia della Vittoria
( e Wilson era amico personale di Sylvia Beach, uno dei personaggi
di questa teatrale commedia umana), è bene ricordarlo
e rappresentarlo ora, in tempi di fraintendimenti e diffidenza
tra gli Stati Uniti e la Francia, tra gli Stati Uniti e l'Europa.
Note biografiche
Fabrizio Caleffi - Milanese di nascita, cosmopolita
di formazione, come commediografo vince due volte il Premio
Riccione in giovanissima età. Mette in scena e interpreta
suoi testi in Italia e all' estero; riceve l'Artistic Achivment
Award a New York city.
Il Dizionario del Cinema Italiano di Roberto Poppi, Gremese
lo definisce " autore di straordinaria precocità"
.
Regista televisivo e cinematografico, dirige per la Rai, centro
di produzione di Milano, un tv movie in 3 puntate e partecipa
al festival di Venezia 1985 con il lungometraggio "Prima
del Futuro" e a "Venice screenigs" nel 2004.
Attore, ha fatto parte della compagnia del Piccolo Teatro/Teatro
d'Europa di Milano, interpretando ruolo primario in "I
giganti della montagna" di Pirandello per la regia di
Strehler. E' corrispondente culturale di "AmericaOggi",
quotidiano di New York e polemista di Hystrio, periodico di
teatro. Ha pubblicato la biografia di Julia Roberts, romanzi
e racconti, alcuni dei quali figurano nella recente raccolta
"Una coppia di pesci rossi nel mio bicchiere di Martini",
teatro in inglese a New York e poesia in francese a Parigi.
E' titolare della rubrica settimanale di trendsetting "Fab's
diary" per il quotidiano on line www.agenziacomunica.it
e condirettore del mensile "Festa Mobile".
Monika Nagy - Monika Nagy, nata a Budapest, vive e
lavora a Milano. E' scrittrice, attrice, regista. Ha pubblicato
il suo primo romanzo, "Come un aereo che passa",
presso l' editore Graus. Ha scritto, diretto e interpretato
commedie e monologhi, come "Alex Kosmo", testo pure
pubblicato, liberamente tratto da Tennesse Williams, "l'Invasione
degli ultracorpi", dall'omonimo romanzo e dal B-movie
più amato della storia del cinema, al teatro Out Off
di Milano, "Funeral party", trasformato in cortometraggio,
"Ritratto di Giulia" da Maugham, "Sotto al
Vulcano" da Lowry, "La contessina Julie" di
Strindberg e "I ragazzi della via Pal" da Molnar,
"Le affinità elettive" da Goethe. Ha scritto,
diretto e interpretato i 40' di mediometraggio "Luce
Lumiére", girato tra Milano e Budapest e "La
valigia di Sarah", presentato a Venezia 2004. E' stata
protagonista televisiva dello show "La sottile linea
rosa". E' titolare del column Glam Corner, settimanale
di mode e modi di vivere, per il magazine on line www.agenziacomunica.it
(*) Zelda Stein è una commediografa e scrittrice,
autrice, tra l'altro, di "No way out" e "Double",
opere messe in scena a Milano dal Celebrity group di Caleffi
e Nagy.
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